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LE APPLICAZIONI NUCLEARI 'DEDICATE' AL MEDICALE
Luogo
PLATINUM online
19/03/2021

Un progetto multidisciplinare rilancia il Centro Enea del Brasimone, sull’Appennino bolognese.

Da quando l’Italia è uscita dal programma nucleare, alla fine del secolo scorso, uno degli obiettivi che ha avuto l’Enea è stato quello di 'riconvertirsi', riutilizzando le proprie strutture per scopi diversi dalla produzione energetica, e puntando alle cosiddette applicazioni nucleari non energetiche: una strategia che si è irrobustita nell’ultimo decennio, puntando in primis sul settore medicale. È questo l’ambito da cui sta prendendo il via il rilancio del Centro Enea del Brasimone: una grande struttura sull’Appennino bolognese che è pronta a vivere una seconda giovinezza grazie al progetto 'Lincer', nell’ambito di un bando della Regione Emilia-Romagna (un territorio in cui il medicale è tradizionalmente all’avanguardia) che intende realizzare una infrastruttura fisica multifunzionale per la caratterizzazione sperimentale di generatori compatti di neutroni veloci. Il primo tassello di questa operazione di rilancio è l’interazione con la start-up Theranosticentre: obiettivi sono l’assemblaggio e la verifica funzionale di un prototipo di generatore compatto di neutroni per terapia radiativa intraoperatoria, già brevettato e denominato Neutron Brush. 'A oggi abbiamo quasi completato il modello teorico del processo di irraggiamento - racconta Antonietta Rizzo dell’Enea di Bologna, responsabile del progetto - e abbiamo fatto simulazioni sulla potenza e la forma del fascio che poi colpisce l’organo-bersaglio. Quindi, ci siamo dedicati alla progettazione della tecnica: abbiamo deciso di costruire noi la macchina e abbiamo individuato l’infrastruttura che dovrà essere risistemata per ospitare il laboratorio'.

Nel frattempo, Enea ha bandito diversi assegni di ricerca (uno dei ricercatori lavorerà specificamente su questo progetto) e a settembre accoglierà al Brasimone i primi tirocinanti, provenienti da Ingegneria biomedica e da Biotecnologia. Peraltro, 'Lincer' è un progetto multidisciplinare: 'In prospettiva, tramite le potenzialità dell’irraggiamento neutronico - chiude Rizzo - il Brasimone potrà far partire anche attività in ambiti diversi dal medicale: geologia, scienza dei materiali, addirittura archeologia'.

Il gruppo di lavoro 'Lincer', è composto da esperti in diverse discipline: neutronica, chimica, fisica, ingegneria, biotecnologie. Per Enea: Antonietta Rizzo, Massimo Sarotto, Franca Padoani, Paride Meloni, Alberto Ubaldini, Chiara Telloli, Stefano Salvi, Barbara Ferrucci, Sergio Lo Meo. Per Theranosti Centre: Maurizio Martellini, Giuseppe Gherardi.
Fonte news
TECNOPOLO ENEA BOLOGNA




 

 


 

 

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